Impossibile non dedicare una pagina ad un personaggio fondamentale e determinante nella storia del gruppo Zumbì, la maestra “Xixarro” (Rosaria Collura).

Nel 1997 accompagna e supporta mestre Zoi nella realizzazione di un sogno: l’apertura della prima “Academìa de Capoeira” nel Sud Italia.  Arte e cultura popolare sconosciuta a quei tempi, eppure la determinazione, l’impegno e la passione per la capoeira e la cultura afro-brasiliana superarono ogni razionale barriera e da quel momento si venne a creare quella che oggi rappresenta una realtà a livello nazionale. 

Abile capoerista, curiosa ricercatrice delle radici storiche, dell'arte da lei praticata, amante dei sistemi simbolici che legano la capoeira di oggi ad antiche pratiche ancestrali.  

 

Personalità complessa pertanto, razionalità e praticità da un lato, ritualità e misticismo dall'altro...

 Razionalità e praticità...

Il suo pensare e agire razionale la allontanava dal mitizzare o al contrario dal condannare qualsiasi pratica o costume del mondo capoeristico, senza  aver prima indagato il contesto sociale e culturale. 

Complici i suoi ripetuti viaggi, si accorse presto del cambiamento in corso della capoeira in Brasile conformemente alle trasformazioni sociali. In particolare rimase colpita dal riconoscimento del ruolo educativo e pedagogico della capoeira come strumento di intervento sociale per i “meninos de rua” (bambini di strada). Miseria, sfruttamento lavorativo, turismo sessuale, erano la normalità per i bambini del Pelourinho (centro storico di Salvador) e per anni lei, insieme a Mestre Zoi e ad un gruppo di collaboratori, misero in piedi un progetto di sostegno dei “Meninos do Pelò”, banda musicale guidata da un grande maestro e persona eccezionale, Mestre Prego. Grazie ad una raccolta mensile si assicurava il percorso scolastico a tanti bambini del Pelò spinti a tirarsi fuori dalle dure logiche della strada poiché attratti da musica, danza, capoeira. Per anni il progetto assicurò una vita dignitosa a tantissimi bambini e speriamo questo ci spinga a riprendere questo fondamentale lavoro sociale.

 

Ritualità e misticismo...

Il suo sguardo razionale non le ha mai impedito di riconoscere e amare il profondo legale della capoeira con le culture ancestrali dei popoli schiavi afro-discendenti.

Le sue letture, e soprattutto le lunghe chiacchierate con grandi maestri (João Grande,  João Pequeno, Zeca, Moraes, King, Bamba, ecc...) hanno accompagnato il suo percorso di ricerca indietro nel tempo, fino all'epoca della storia dei Quilombos... Molti simboli, ignorati o dimenticati, molti rituali o movimenti di capoeira, ci riportano in un passato lontano e spesso in terre oltreoceano... e molte parole, ormai patrimonio del lessico del capoerista, hanno una storia e un ruolo rituale e simbolico profondo, spesso legate agli antichi culti africani e al Candomblè... la cosa più bella dei suoi studi e delle sue ricerche è comunque la sua consapevolezza che molto altro c'è ed è nascosto e l'importanza del rispetto della storia di popoli che hanno lottato duramente per mantenere vive i loro culti e loro tradizioni.

Questa sua profondità d'animo e ampiezza di vedute faceva, e fa ancora adesso, scaturire una profonda stima da parte dei grandi maestri che l'hanno conosciuta, dal suo compagno e maestro Zoi do Nascimento e da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ricevere da lei la cosa più bella e importante che un maestro può dare ad un allievo...la passione e l'amore verso un'arte!

Anticamente non era il cordão o una cerimonia che determinava l'assegnazione del titolo di “Mestre di capoeira” ma era la comunità che riconosceva in un capoerista le caratteristiche di guida, di punto di riferimento, di esempio, oltre che di esperto e abile capoerista... In tal senso molti membri del gruppo Zumbì, ancor prima della sua formatura, attribuivamo a Xixarro il ruolo di maestra, e nonostante per motivi personali lei si sia allontanata, i suoi insegnamenti sono impressi nei capoeristi che ha formato ed e è amata e rispettata. 

“Ancora oggi, dopo più di 15 anni, mi emoziono al sentire una cantiga che, al suon di berimbao, narra la storia di popoli schiavi e della loro lotta per la libertà...e tutte le volte che succede penso a Te, mia maestra, e alla ricchezza che mi hai donato...” Nirvana

Cit.: “I fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono, e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure, se non c’è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, che fa una foto,, che ne lascia traccia in un libro, è come se quei fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenza, senza storia.

 

Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta… “  (Tiziano Terzani, “Un indovino mi disse”)

MESTRA  XIXARRO